Presentazione :
CRITICA
Il mondo poetico di Luigi De Giovanni è il simbolo di un canto fecondo, ma anche il palcoscenico di presenze felici, anche se quella umana è assente. E' artista che avverte il desiderio di vivere la tela del dipinto come pagina di un diario infinito, perché infiniti sono i particolari e i messaggi della natura. Egli sente la necessità di portare in superficie risposte alle nostre inquietudini esistenziali. Nei suoi lavori l'albero, rappresenta l'archetipo che sulla tela si tramuta in poetica fantasia, esaltato in forme riconducibili al vero. Sono sufficienti pochi temi per Luigi De Giovanni per comunicare le proprie illuminazioni che si rivelano come esclamazioni interiori. Il suo intimismo postimpressionista vive tramite la necessità di captare l'assoluto e di guardare alla staticità del paesaggio, come a qualcosa di definito, di eterno.
Paolo Levi
NOTA BIOGRAFICA
Luigi De Giovanni nasce il 12 Febbraio del 1950 a Specchia (Lecce). Si diploma all'Istituto d'Arte di Poggiardo nel 1969. Nel 1974 si diploma all'Accademia delle Belle Arti di Roma. Dal 1970 al 1978 segue il Corso Libero del Nudo. Sin dalla più tenera età esegue disegni ed acquerelli seguito dalla madre. Nel 1967 dipinge assiduamente e fa la sua prima mostra collettiva. Nel 1973 inizia lo studio dell'imprimitura delle tele e delle terre. Nel 1974 si perfeziona nella tecnica ad olio. Nel 1980 sperimenta la tempera all'uovo; realizza alcune opere con un unico filo conduttore scalate sociali. Nel 1988 sperimenta tecniche miste con l'uso di materiali di scarto simbolo di rifiuto quali: segatura, trucioli metallici, pezzi di gomma inservibili, carta e tessuti. Inizia il rapporto con la Galleria Mentana di Firenze che lo presenta alla Fiera Arco di Madrid. Nel 1990 comincia a realizzare e ad esporre opere che hanno come filo conduttore l'angoscia nella società attuale; comincia ad usare i jeans vecchi come tele per le sue opere a carattere sociale. Dal 1979 dipinge la Sardegna dove trascorre lunghi periodi.
|